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1 E 2 LUGLIO: COLLOQUI SU INQUIETANTI MISTERI, JACK LO SQUARTATORE E LA MORTE DI JFK
(3 luglio 2009) Due recenti lavori Paolo Cortesi ai Caffè Letterari di La Romagna In Pagina
Nell'ambito della manifestazione dedicata al mondo dell'editoria romagnola "La Romagna In Pagina", ideata e curata da Simona Zauli e la sua Coop. Mercuzio, abbiamo avuto l'opportunità di avvicinare alcuni degli enigmi più celebri, affrontati con linguaggio spigliato e rigore di cronista da Paolo Cortesi, che ha pubblicato i due lavori per la collana "Biografie del Mistero" di Foschi Editore.

La prima delle due conversazioni con l'autore si è tenuta mercoledì 1 luglio alle 19.30 al Simone Caffè di Forlì, in via delle Torri 11, con i mille interrogativi sulla morte di John Fitzgerald kennedy ("Chi lo ha ucciso?" Forlì, 2008) A questa serata appartengono le immagini pubblicate. Il giorno dopo, alle 21.00, al caffè Ozio, in Corso della Repubblica, è stata la volta di Jack lo Squartatore ("Il terrore delle prostitute" Forlì, 2009).

Ecco alcune riflessioni maturate dalla lettura dei lavori di Paolo Cortesi e proposte nel corso delle conversazioni.

JFK.
"Quella storia non morirà finché ci sarà un vero reporter in vita, e ce ne sono ancora molti". Sono parole della giornalista Doroty Kilgallen, una delle morti maledette di Dallas, cioè le oltre venticinque vittime che hanno seguito nella tomba il più amato dei presidenti americani. Perché tanto è costata, in vite umane, l'imposizione di una verità ufficiale, al punto che perfino Charles De Gaulle affermò: "E' un lavoro della polizia."
La lettura della lucida ed essenziale ricostruzione effettuata da Paolo Cortesi sui documenti dell'epoca disegna uno scenario che facciamo fatica a collocare nella libera e democratica America, avvolto così com'è in cupe atmosfere da KGB sovietico. Eppure ...
Cortesi non fa il nome del vero mandante, ma il lettore può farsi un'idea sufficientemente precisa su come circoscrivere l'origine del delitto e comprendere, così, come le certezze della democrazia possono essere eluse sotto gli occhi di tutti, una insidia che non viene mai meno, in nessuna epoca. Mai abbassare la guardia, quindi!
Un ultima considerazione: bravo Paolo a ricostruire nelle pagine iniziali le ultime ore di vita di K. F. Kennedy, una suspance che invita il lettore a sperare che quello che sappiamo accadrà, possa per miracolo non accadere.

JACK LO SQUARTATORE.
Polly (31 agosto).
Annie (8 settembre).
Lizzie (30 settembre).
Catherine (30 settembre.).
Mary Jane (9 novembre).
Cinque donne. Uccise. Squartate. Lo scempio degli organi interni posizionato vicino al cadavere con macabro rituale. Cinque prostitute dei bassifondi londinesi le vittime del primo serial killer della storia, noto come Jack the Ripper, lo squartatore. Il tutto tra la fine di agosto e l'inizio di novembre del 1888, nel quartiere di Whitechapel, non lontano dalla Torre di Londra. Poi più nulla. Ufficialmente perché poco dopo il presunto maniaco omicida finì annegato nel Tamigi. Caso chiuso e risolto per una polizia facilona e un po' ottusa. Peccato che Sherlock Holmes sia stato solo il parto della fantasia di uno scrittore. Avrebbe potuto dare una mano al povero Charles Warren, che si trovò a condurre il caso con piglio da militare di carriera, trattandolo come se fosse una brutta infrazione delle sue reclute.
Ma Warren, cioè la polizia, ci era o ci faceva?
Condotta una indagine peggio dell'ispettore Cluseau, sono fiorite le mille storie parallele sul misterioso killer di Whitechapel, che non hanno nemmeno risparmiato la casa reale.
La essenziale ricostruzione di Paolo Cortesi disegna il quadro enigmatico di un caso tutto da ristudiare.
Colpisce il tentativo di formare un profilo psicologico dell'assasino: ma che razza di essere umano poteva essere?
Era pazzo o disperato?
Cosa voleva dirci con i suoi delitti?
Quale significato dare all'escalation dell'orrore, con l'inenarrabile scempio che fece di Mary Jane, la sua ultima vittima?
Fu davvero l'ultima?


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