13 NOVEMBRE, ASSEMBLEA IN TEATRO PER SPIEGARE PERCHÉ SÌ ALLA FUSIONE DI MOMBAROCCIO CON PESARO

(CRONACHE DA MOMBAROCCIO, 11 novembre 2015) Torna Matteo Ricci a Mombaroccio per spiegare assieme ad Angelo Vichi i motivi per votare SÌ al referendum del 13 dicembre.

Dubbi? Incertezze? Perplessità? Timori sul processo di fusione tra Mombaroccio e Pesaro? Venerdì è l’occasione per porre tutte le domande che i cittadini di Mombaroccio possono avere in animo di chiedere ai due Sindaci, che esporranno i motivi per andare a votare SI’ al referendum di domenica 13 dicembre.

Ricordo che nell’articolo del 3 novembre ho fatto un breve resoconto di quanto è avvenuto finora e che in quello del 4 novembre potete leggere le considerazioni sul perché ritengo che la procedura adottata sia legittima e il ricorso al TAR solo un tentativo di mettere i bastoni tra le ruote per vanificare il progetto più importante per il futuro di Mombaroccio.

Le buone ragioni per dire SI’ il 13 dicembre non sono solo quattro, in realtà, ma molte di più. Ma i quattro temi della locandina riassumono i concetti-pilastro del perché questa è davvero un’occasione unica e irripetibile:

1) IL CAMBIAMENTO DA’ VIGORE ALLE TRADIZIONI.
Chi è contrario lamenta la perdita d’identità e la fine di una tradizione pluricentenaria di autonomia. Fondersi con Pesaro sarebbe dare un calcio alle tradizioni di Mombaroccio. Ma perchè? La storia di Mombaroccio non viene cancellata solo perché il mondo cambia.
Lo stesso Guidubaldo, il più illustre “cittadino” di Mombaroccio era nato a Pesaro e viveva a Pesaro nel suo Palazzo Del Monte (all’inizio di via San Francesco).
Comunque, è nella storia che si radicano le tradizioni, che non si perdono solo per un atto dio gestione amministrativa. Peccato che l’importanza delle tradizioni sembra essere riscoperta solo adesso, ma è stata ignorata da chi ci amministrato nel quinquennio che ha preceduto il nostro mandato: di “valore della tradizione” sembra che non sia importato a nessuno. Basta vedere com’è ridotto il centro storico.
Invece, grazie alla fusione con Pesaro, ci saranno risorse che sarà Mombaroccio a gestire, tramite l’Assessore e il Consiglio Municipale, e che sapranno dare valore alle nostre tradizioni, se vorremo e sapremo davvero farlo.

2) L’AUTONOMIA MUNICIPALE, PREVISTA DALLA LEGGE REGIONALE E DALLO STATUTO DEL COMUNE DI PESARO, SAPRA’ DARE VALORE ALL’IDENTITA’ DI MOMBAROCCIO GRAZIE AL MUNICIPIO, ALL’ASSESSORE DEDICATO E ALLE CONSISTENTI RISORSE ECONOMICHE.
L’identità non si toglie solo perché il sistema amministrativo tende a concentrarsi in macrostrutture. Se ci pensiamo bene Mombaroccio, e non da ieri, è già amministrata in gran parte da Pesaro, anche per funzioni non di competenza comunale: parliamo di sanità, di istruzione scolastica, di traporti pubblici, di rifornimenti energetici e di raccolta dei rifiuti, di urbanistica, di appalti pubblici, dell’ufficio postale, da gennaio anche la polizia municipale. Tutto ciò non ha impedito ai cittadini di Mombaroccio di sentirsi “mombaroccesi”.
Il passo che andiamo facendo, al contrario delle affermazioni di chi non lo vuole, renderà in pochi anni orgogliosi i cittadini di Mombaroccio di essere tali, perché lo sviluppo che ne deriverà stimolerà le imprese e le iniziative.

3) UN’OPPORTUNITA’ UNICA E IMPERDIBILE PER TUTTI NOI.
Ci viene contestata la fretta. La fretta è cattiva consigliera, si dice, e può destare sospetti. Opinioni legittime per chi non è informato. Abbiamo già spiegato il motivo della fretta: chiudere la partita entro l’anno corrente per poter disporre da subito dei benefici economici. E’ il mondo che va sempre più in fretta, non siamo noi ad avere fretta.
Se il 13 dicembre l’esito dei referendum consentirà alla Regione di legiferare la fusione, dal 1° gennaio il Municipio di Mombaroccio potrà già progettare il suo futuro sapendo di poter disporre, con certezza, come minimo di 1,5 milioni di Euro nei primi tre anni, tutti in conto capitale per investimenti e potenziamento dei servizi. E questo oltre i bisogni, in termini economici, della gestione caratteristica media dell’ultimo triennio. Come a dire: tutto procede come prima e arrivano molti soldi in più, subito disponibili!
Quindi l’occasione è imperdibile. Ma è anche unica. Cioè, funziona solo in questo preciso momento storico. Poi potrebbe non essere più così allettante. Un po’ perché se si moltiplicano, come è verosimile, processi di fusione simili, è possibile che lo Stato ponga limiti alle risorse economiche e agli incentivi; e poi perché non ci sono vere alternative. Con chi potremmo studiare progetti di fusione? Con Fano, che non ce l’ha proposto, che creerebbe non pochi problemi di riorganizzazione, visti i rapporti amministrativi già in essere con Pesaro? Con Cartoceto, che non ce l’ha proposto, per diventare una sua frazione? Ma è meglio essere frazione di Cartoceto o Municipio di Pesaro? Oppure con il progetto, ancora tutto da costruire, del nuovo comune sul Metauro che dovrebbe unire Cartoceto (se ci starà) con Serrungarina, Saltara e Montemaggiore? Saremmo periferia lontana di una realtà ben più estranea di quella di Pesaro. Magari avremmo qualche rappresentante nel Consiglio municipale, ma Pesaro ci dà un Assessore! E poi, tempi di realizzazione a parte, quale alternativa consente investimenti minimi di 8 milioni di Euro in 10 anni, dei quali più della metà nei primi tre?
Questo progetto di fusione è l’unica vera opportunità di sviluppo per tutta la comunità di Mombaroccio, e se tra dieci anni non saremo riusciti a sfruttarla fino in fondo, dando reale valore a tutto il territorio, compresi i nostri immobili, che potranno tornare a essere appetibili sui mercati nazionale ed estero, allora per davvero meriteremo di essere una frazione qualsiasi di qualcuno.

4) PER NOI CITTADINI I CAMBIAMENTI SARANNO SOLO IN MEGLIO.
Certo, perché non scompaiono gli uffici. Non sparisce l’anagrafe. Non viene trasferito l’ufficio tecnico. Anche il protocollo avrà il suo sportello, così come la parte amministrativa che si rivolge ai cittadini. Mombaroccio sarà addirittura sede del presidio di polizia municipale dell’area “dei Castelli” (dal Beato Sante a Ginestreto e Novilara) con quattro unità operative. E’ legato all’Unione dei Comuni e non alla fusione, ma con la fusione la ristrutturazione della rete di sicurezza pubblica è rafforzata.
Non solo. In tutte le relazioni con Enti e Imprese pubbliche o parapubbliche che gestiscono i servizi (Marche Multiservizi, ATI, Poste Italiane, Hera, AUSL etc.) Mombaroccio potrà fare sentire con maggiore vigore la propria voce, perché, non ce lo nascondiamo, l’Assessore del Comune di Pesaro ha più voce in capitolo del Sindaco di Mombaroccio.
A tutto vantaggio dei cittadini.

ANCORA DUBBIOSI? NON PERDETE L’OCCASIONE DI PARLARE A TU PER TU SU QUESTI ARGOMENTI CON MATTEO RICCI E ANGELO VICHI!
APPUNTAMENTO VENERDI’ PROSSIMO ALLE 21 NEL TEATRO DEL CASTELLO DI MOMBAROCCIO.

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