ARTE, POESIA, LETTERATURA E MITO: LA ISTRIONICA PERFORMANCE DI ANNA CASSOL DEDICATA ALLA DONNA

ARTE, POESIA, LETTERATURA E MITO: LA ISTRIONICA PERFORMANCE DI ANNA CASSOL DEDICATA ALLA DONNA

Due ore gradevoli e stimolanti, all’insegna di una fruizione di arte e cultura che arricchisce senza appesantire.

GIORGIO E MARTINA

Borgo Valsugana, 7 marzo 2008.

La giornata di Mauro Ferri per presentare il romanzo “La Campana di Mezzocammino” è iniziata poco dopo mezzogiorno in Comune, con il saluto del Sindaco.
Laura Froner ha accolto con calore l’autore che ha dedicato il romanzo alla città di Borgo e posto in copertina la sua immagine simbolo, Castel Telvana.
“Fa piacere che una persona originaria di Borgo voglia far conoscere il nostro paese attraverso i propri scritti e i propri ricordi” ha commentato la Froner, augurando a Ferri il migliore successo per il suo romanzo.
In serata, nella sala-foyer del Teatro del Polo scolastico cittadino, Ferri ha partecipato all’incontro “Aspettando l’8 marzo. Donna e Società: riflessioni intorno alla paura e al coraggio”, curato e condotto da Anna Cassol.
Nella cornice delle opere pittoriche di Carla Broglio, Claudia Andriolo e Tullia Fontana, davanti a una platea attenta e variegata, la Cassol ha letto con pathos alcuni suggestivi brani che hanno rievocato le vicende di tre appassionanti figure femminili del mito classico, Teti, Ecuba e Calipso.
Dopo che la giovane Francesca Pasquazzo e Giancarlo Frainer hanno letto alcune loro poesie, nella seconda parte dell’incontro si è svolta la conversazione con Mauro Ferri, collegata al tema della serata e incentrata sul personaggio di Martina, energica eroina capace di sostenere, ma anche di turbare, le più semplici figure maschili del romanzo.
Due studenti di Anna Cassol, Giorgio e Martina (curiosa coincidenza di nomi), hanno poi letto alcuni brani scelti dall’autore, interpretando i ruoli di Martina, Ali e Don Fedele, mentre lo stesso autore si è prestato al ruolo di voce narrante.
L’incontro si è concluso poco prima delle undici di sera; il pubblico si è rapidamente disperso nei vicoli silenziosi del paese, ciascuno portando con sé il ricordo di due ore gradevoli e stimolanti, all’insegna di una fruizione di arte e cultura che arricchisce senza appesantire.
I rintocchi delle undici hanno spaziato per le strade della città ormai svuotate; solo i soliti bar del centro erano gremiti, di giovani. Lì dentro il suono delle campane non arriva, coperto com’è dal fragore della musica tecno. Ma questa è un’altra storia.

(Norberto Rigo)

p.s.: (ultima foto) lo sguardo di Antonio, l’amico che mi ha suggerito l’antico proverbio trentino citato in apertura del romanzo. Quale proverbio? Basta andare in libreria …

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