La mia collaborazione con la rivista trimestrale dei frati del Beato Sante di Mombaroccio comincia con un’intervista al parroco della frazione di Montegiano, che nel 2017 ha festeggiato cinquant’anni di vita pastorale nella parrocchia affacciata sulla valle del Metauro. Il colloquio rievoca un mondo che sembra appartenere a epoche che sentiamo troppo lontane, eppure vissute dalla stessa persona. Nello stesso numero pubblico un servizio sul restauro del campanile e una sul ritorno nel santuario della statua settecentesca del Beato.
Conversazione di Paolo Montanari e letture di Marta Fossa per avvicinare il fascino di un paesaggio che rimanda all’800, pieno di suggestioni poetiche e denso di ricordi tra terrore e passione. E qualche residuo forcone.
Sabato pomeriggio la sala era piena, molti spettatori erano venuti da fuori per ascoltare l’attore pesarese, che ha recitato le sue poesie dialettali e i suoi sketch dopo i brevi discorsi d’apertura del Sindaco Angelo Vichi e del Segretario dell’Accademia Guidobaldo Del Monte, Claudio Turco. Una notazione simbolica: Carlo Pagnini è tornato a recitare nel teatro dove aveva recitato da ragazzino, e c’erano ancora i palchi!